IL PARCO

 

IL PARCO AVVENTURA

Ai piedi del più nobile scoglio d’Europa - il Cervino - tra un connubio di natura, storia, tradizioni, cultura e gastronomia è stato realizzato il primo Parco Avventura della Valle d’Aosta ed uno dei primi in Italia.


La Borna dou Djouas Parco Avventura è inserito all’interno dell’area sportiva di Antey Saint André, dove si trovano altre numerosissime attività tra cui il free-climbing, l’equitazione ed il parapendio.

 

Raggiungerlo è molto semplice. Se arrivate dall’autostrada A5 Torino – Aosta o dall’ A4 Milano - raccordo Santhia direzione Aosta, uscite al casello di Chatillon, seguite le indicazioni per Cervinia-Valtournenche e vi fermate presso l’area sportiva di Antey Saint André che si trova a circa 10 km dal casello.
Con il GPS, lo troverete inserendo questo indirizzo: frazione Filey 19/B 11020 ANTEY SAINT ANDRE' (AO).
E se ancora avete qualche dubbio, potete contattare la ASD OASI VERTICAL al numero +39.320.11.96.734

 

Cartina

 

CURIOSITA’: CHE COSA SIGNIFICA “BORNA DOU DJOUAS”?

 


La Borna dou Djouas ovvero il “Buco del Gufo” per chi lo esplori ai nostri giorni appare come un incavo poco profondo, ove sonnecchiano i pipistrelli quando le tenebre cedono il posto al sole.
… ma la leggenda e la tradizione ci tramandano che…
I nonni dei nonni dei nostri nonni raccontavano che, un tempo assai lontano, era invece una vera e propria grotta. Così profondamente entrava nella roccia, che la luce del giorno non ne poteva toccare il fondo. Chi si avventurava alla sua imboccatura, poco dopo l’imbrunire, poteva vedere un grande gufo dall’aspetto severo e dallo sguardo pungente, saldamente appoggiato sul tronco inclinato di un alberello che insinuava le radici nella roccia. Il gufo, dicevano, era il custode della caverna e, durante il giorno, dimorava al suo interno. Ma, durante la notte, vegliava all’esterno e permetteva di entrare a chiunque lo desiderasse. Ci voleva un certo coraggio per raggiungerla di notte, alla sola luce di una torcia; il sentiero, pur se corto, era impervio, la roccia friabile e vi crescevano ciuffi d’erba dura e ispida, su cui era facile scivolare. Inoltre il gufo era sempre presente, vigile, sul tronco e, pur essendo gentile e tranquillo, incuteva un certo rispetto. Ma chiunque avesse necessità di qualche particolare metallo, dicevano, poteva trovarlo nella parte più profonda della grotta. I più animosi salivano semplicemente con un piccone e una gerla: il minerale raccolto avrebbe contenuto la giusta quantità di ferro per una zappa, o la giusta quantità di rame per un calderone, o ancora la giusta quantità d’oro per due vere nuziali…
Ma una notte, venuti a conoscenza chissà come della mirabile grotta, tre giovani la raggiunsero con picconi, ceste e un rotoloni corda. Pensavano di cavarne più materiale possibile, di calarlo in basso con la corda e di trarne, in seguito, metallo prezioso da spendere in gozzoviglie. Stavano ormai per superare la soglia, quando sentirono la voce del gufo alle loro spalle.
– Hu! – Hu! Parve loro di udirvi un avvertimento.
Affrettarono il passo ma la voce soffiò ancora.
– Hu! – Hu! – Hu! Esitarono.
La voce parve ancora ammonirli.
– Hu! – Hu!
L’ultimo di loro, che era ancora vicino all’entrata, raccolse allora una grossa pietra e la scagliò verso le piccole luci che, penetranti, lo fissavano.
- Ma sparisci, noiosa bestiaccia! Gli gridò.
Il gufo si alzò in volo. L’aria, mossa dalle ali, frustò il viso dei tre come un vento gelido e spense le torce; poi cominciò a ululare nella caverna come se la montagna albergasse centinaia di gufi e migliaia di lupi. La roccia iniziò a tremare, a spaccarsi, a sgretolarsi, a frantumarsi, con un rumore ancora più assordante di quello del vento.
I tre malcapitati, con i capelli sbiancati dal terrore, corsero all’uscita, incespicando e cadendo, rotolarono lungo la scarpata ammaccandosi teste, gomiti e ginocchia e precipitarono nel vuoto.
Li salvò una letamaia.
Ma la Borna squassata, dicono i nonni dei nonni dei nostri nonni, non era più una grotta ormai ma un piccolo anfratto dove a stento si poteva trovare un po’ d’ombra.
Il gufo non tornò più sull’alberello radicato nella roccia ma, da allora, nei pressi della Borna si può spesso sentire, di notte, “Hu, hu, hu!” che non sa più di rimprovero ma sembra una risata sommessa. C’è chi dice sia il gufo, che ancora ricorda il capitombolo e il poco dignitoso atterraggio dei tre ingordi giovanotti.
Barbara Rolando

 

I PERCORSI E LE MODALITA’ D’ACCESSO


Per guardare e conoscere la natura di un bosco cresciuto su una pietraia scoscesa, soffermandovi dove forse i vostri occhi non si sarebbero mai fermati, sono stati installati numerosi percorsi dalle caratteristiche più disparate.
Nell’accogliente praticello verde, tra le pratoline ed i fiori di tarassaco, trovate i percorsi ZERO e PRATICA.
Questi costituiscono la zona briefing. Infatti, prima di accedere ai percorsi veri e propri, è obbligatorio partecipare al briefing istruttivo (indipendentemente dal livello di conoscenza di ogni utente) sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e  sulle tecniche di progressione e di sicurezza.
Foto zona briefing
Tra i rami dei ciliegi, cresciuti in un sottobosco ricco di fragoline e di lamponi selvatici, è stata creata la zona bimbi costituita da quattro percorsi.
LEPROTTO: bambini / altezza min. 1,10 mt. al polso con braccio teso sopra la testa,
AQUILOTTO e AQUILOTTO+: bambini / altezza min. 1,40 mt. al polso con braccio teso sopra la testa,
AQUILOTTO, AQUILOTTO+ e TASSO: bambini / altezza min. 1,50 mt. al polso con braccio teso sopra la testa,

 

Foto foto foto


All’ombra dei pini neri, tra i profumi dei funghi e dei gigli martagoni, sono stati installati i percorsi accessibili ai ragazzi ed agli adulti.
TASSO, SCOIATTOLO e CAPRIOLO: ragazzi fino a 14 anni / altezza min. 1,60 mt. al polso con braccio teso sopra la testa,
TASSO, SCOIATTOLO, CAPRIOLO e STAMBECCO: ragazzi dai 15 anni ai 17 anni / altezza min. 1,60 mt. al polso con braccio teso sopra la testa,
TASSO, SCOIATTOLO, CAPRIOLO, STAMBECCO e STAMBECCO+: adulti dai 18 anni / altezza min. 1,60 mt. al polso con braccio teso sopra la testa.


foto foto

foto foto

foto foto

 


Attenzione!!!


L’utente minorenne può accedere al Parco solo se accompagnato e sorvegliato da un responsabile maggiorenne per tutta la durata dell’attività.
Ogni utente progredisce lungo i percorsi in autonomia e sotto la propria responsabilità o sotto la responsabilità del proprio accompagnatore nel caso di utente minorenne.

 


MAPPA DEI PERCORSI


Scarica qui la mappa dei percorsi

linea

FRAZ. FILEY 19/B - 11020 ANTEY SAINT ANDRE’ (AO)
GESTIONE ASD OASI VERTICAL-FRAZ.CREPIN 11028 VALTOURNENCHE-AO
C.F.90019680074 - P.IVA 01159150075
CELL. +39.320.1196734
WWW.PARCOAVVENTURANTEY.IT - anteyparcoavventura@gmail.com